FONDI:RIVITALIZZAZIONE CENTRO STORICO, CONFCOMMERCIO LAZIO SUD PLAUDE ALL’AMMINISTRAZIONE E CHIEDE UN SOSTEGNO PER LE ATTIVITA’ GIA’ ESISTENTI

Confcommercio Lazio Sud Fondi plaude agli impegni assunti dall’Amministrazione comunale affinché si possa rivitalizzare  il tessuto produttivo e sociale del centro storico di Fondi con l’adozione di provvedimenti finalizzati a dare dignità e competitività a tale zona omogenea, patrimonio storico e turistico della città.  Al contempo chiede alla stessa uno “sforzo” in più “Siamo fortemente convinti che il nostro centro vada rilanciato anche mediante l’apertura di nuove attività commerciali, bene quindi la possibilità di trasformare, nel rispetto delle condizioni igienico-sanitarie, i locali terranei che posseggono i requisiti normativi a piccole attività di vicinato senza modifiche di cubatura, ma occorre tutelare e sgravare anche e soprattutto quelle attività già esistenti che hanno resistito a lunghi anni di crisi, ad un grave calo delle vendite, all’aumento esasperato delle imposte ed ai costi di gestione sempre più onerosi” commenta il Presidente Enzo Di Lucia che poi aggiunge “La ricetta per dare nuova linfa all’anima della nostra città è sostenere tutti gli imprenditori, senza distinzione alcuna. Che si tratti di nuovi titolari d’impresa o di attività già esistenti o addirittura storiche. Un contributo che possa dare una boccata di ossigeno alle nuove attività in un contesto urbano che, allo stato attuale, non è ritenuto particolarmente favorevole dal punto di vista economico. Un obiettivo per il quale -conclude Di Lucia- è indispensabile il coinvolgimento di tutti: istituzioni locali, cittadini, commercianti, proprietari di immobili; ossia di tutti coloro che sono accomunati dal desiderio di riappropriarsi della propria città e dei suoi valori culturali e storici”.

Il Presidente Di Lucia sottolinea inoltre un concetto fondamentale “la desertificazione commerciale più che uno spauracchio è una vera e propria realtà. Un centro storico si mantiene vitale solo se capace di essere accogliente, abitato, accessibile, attrattivo”. 

Da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio è emerso infatti che, negli anni dal 2008 al 2015 nelle medie città italiane i negozi in sede fissa sono diminuiti del 15%, mentre si è registrato una crescita rilevante del settore turistico ricreativo, e questo soprattutto nei centri storici.

Dall’indagine si evince che nei centri storici è marcata la diminuzione delle attività di commercio al dettaglio in sede fissa, prova provata dalla desertificazione commerciale in atto visto che nei centri storici delle nostre città di media dimensione non possono forzatamente esistere, per mancanza di spazio, le grandi superfici di vendita.

Non possiamo però trascurare il fatto che le aree urbane rappresentano un elemento strategico per la crescita del Paese e per innovare la competitività economica e la coesione sociale.

Per Confcommercio il problema della rivitalizzazione dei centri storici non è un problema dei commercianti, bensì di tutti.

Un centro depauperato delle attività commerciali degrada in un “quartiere ghetto” o in un “quartiere dormitorio”. Il contrario della desertificazione è, invece, un centro urbano che vive, “salotto buono” della città che diviene un grande contenitore non solo commerciale ma anche di cultura, di arte, di enogastronomia, di artigianato, di divertimento. “Dobbiamo trasformare i nostri centri urbani, e in particolar modo i centri storici delle nostre città, non solo in luoghi di consumo, ma in luoghi di aggregazione, di appartenenza, di dialogo” conclude Di Lucia.

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